Gli ingegneri della Texas A&M University, una delle più grandi università pubbliche degli Stati Uniti, hanno creato un sistema rivoluzionario chiamato SMART-SEA per migliorare la sicurezza marittima e ridurre gli incidenti navali.
Questa tecnologia avanzata unisce dati radar grezzi con sofisticati algoritmi di apprendimento automatico per fornire ai marinai una guida immediata sulle operazioni delle imbarcazioni.
L’iniziativa affronta la crescente frequenza di impatti tra navi e strutture fisse, come piattaforme petrolifere offshore e vecchi pozzi di trivellazione, che causano ingenti danni economici e mettono in pericolo vite umane.
Come funziona SMART-SEA
La funzione principale del sistema SMART-SEA è analizzare l’agilità della nave e l’abilità del marittimo per fornire consigli specifici su come evitare collisioni. Interpretando le immagini radar, il sistema rileva e classifica gli oggetti fissi vicini.
I dati, insieme a una valutazione delle capacità di manovra dell’imbarcazione e dell’esperienza del pilota, permettono a SMART-SEA di proporre movimenti ideali.
È importante sottolineare che il sistema offre questi consigli tramite segnali visivi o vocali, garantendo che il marinaio mantenga il giudizio finale e il comando dell’imbarcazione, senza che il sistema prenda il controllo delle operazioni.
Collaborazione e potenziale futuro
La realizzazione di SMART-SEA ha beneficiato del contributo di marinai esperti, professionisti del settore e agenzie come la Marina degli Stati Uniti e la Guardia Costiera.
Tale collaborazione ha aiutato ad incorporare elementi cruciali per il processo decisionale, come il riconoscimento delle priorità e il calcolo dei raggi di curva sicuri.
I primi test sulla nave da ricerca Trident della Texas A&M suggeriscono la possibilità di ridurre il rischio di collisione con qualsiasi condizione meteorologica. I ricercatori prevedono che il costo accessibile del sistema incoraggerà anche i diportisti ad utilizzarlo, migliorando così la sicurezza marittima.
I finanziamenti iniziali sono stati forniti dal Dipartimento degli Interni degli Stati Uniti, che si occupa delle risorse naturali e dei territori pubblici, e dal Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti, responsabile della politica energetica e della ricerca.
Il supporto è stato convogliato attraverso l’Ocean Energy Safety Institute, un programma dedicato alla sicurezza dell’energia offshore. Il team intende cercare ulteriori finanziamenti per test più estesi e per l’arricchimento delle funzionalità.